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popolazione giovanile alla dialettica culturale del Paese, promuovendo tutte le forme di cittadinanza attiva
ed impegno sociale giovanili.
19/06/2026
COME LA SINISTRA STA AIUTANDO VANNACCI
La nascita del partito di Vannacci sta generando un polverone nel dibattito pubblico a causa delle sue posizioni estreme sull'immigrazione e sulla comunità LGBT.
Grazie all'utilizzo di queste posizioni che poi non troveranno alcun riscontro nella reale applicazione, Vannacci ha iniziato ad accumulare sempre più consenso e lo ha capitalizzato, superando la soglia di sbarramento.
Il generale aveva un bisogno estremo di attenzione, indovinate un pò chi gli ha dato proprio quello che cercava?
La sinistra, ovviamente!
Fingendo di combatterlo la sinistra ha evocato il mostro che doveva allontanare, tramite la demonizzazione lo ha reso vittima del sistema facendo proprio quello che il generale cercava per aumentare la propria base elettorale. Un disastro di strategia politica senza precedenti che darà come risultato l'aumento della popolarità del generale.
Ma ormai lo sappiamo: la sinistra e il contismo non riescono a leggere la rabbia popolare e la legittima richiesta di sicurezza dei cittadini, anzi.
Coloro i quali dovrebbero rappresentare il popolo lo giudicano, lo insultano e marchiano con la parola fascismo qualsiasi richiesta di sicurezza che arrivi dai quartieri popolari.
Questo atteggiamento non farà altro che alimentare la rabbia sociale ed è il segnale che la sinistra ha perso la capacità di parlare a chi si sente tradito, escluso e impoverito e i risultati si vedono nei tassi di astensione.
Il vero M5S era riuscito a incanalare questa rabbia in una forza politica di rottura che si era posta in contrapposizione netta nei confronti dei partiti senza giudicare la rabbia popolare anzi, grazie alla visione di Casaleggio e Grillo quella rabbia diventò cittadinanza attiva.
La sinistra di oggi demonizza la rabbia popolare che porta i cittadini nell'abbraccio mortale del generale
TANTO VA IL CAMPO AL LARGO... CHE CI LASCIA NOME E SIMBOLO
Il discepolo di Villa Nazareth dimentica che i Tribunali si sono già "sbilanciati"...
COMMISSIONE COVID: DENUNCIA DI SMARRIMENTO
Conte, perché non ti presenti in Commissione per rispondere alle domande?
O la trasparenza progressista è un po' diversa?
08/06/2026
COMPLOTTO CONTRO GRILLO
Abbiamo avuto modo di leggere le ultime inchieste giornalistiche riguardanti i rapporti tra Giuseppe Conte, Guido Alpa e l'avvocato Luca Di Donna e siamo rimasti sconcertati.
Se quanto riportato dai media venisse confermato il quadro sarebbe desolante.
Un complotto contro il fondatore con l'obiettivo di rimuoverlo, eliminare i due mandati e fare diventare il Movimento un partito di sistema.
Non solo, nelle intercettazioni Di Donna ci tiene a far sapere di avere diverse associazioni con tanti iscritti pronte a intervenire per supportare il piano.
Questo spiegherebbe come mai, a un certo punto, in tutta Italia sono spuntati nei gruppi locali fan del contismo sfrenato che sembravano avere come obiettivo quello di cacciare gli attivisti storici più che fare politica per il Movimento.
Insomma il quadro descritto è desolante e mostra un gruppo di persone mosse più dalla voglia di carriera e occupazione di nobili scranni che dalla fame di partecipazione che ha contraddistinto il Movimento delle origini.
A questo punto sorge spontanea la solita domanda: cari contiani, ma se non vi sta bene la storia del Movimento a tal punto da organizzarvi per escludere il fondatore, se non vi riconoscete nei valori e nei principi, perché continuare a usare un simbolo che, a livello di pensiero politico, non vi appartiene?
Noi una risposta ce l'abbiamo
05/06/2026
ALTRO CHE CAMBIAMENTO, A CHIETI CONTE APPOGGIA L'UOMO DI SISTEMA
L'altro ieri Giuseppe Conte si è recato a Chieti, in vista del ballottaggio delle elezioni amministrative. In questa tornata elettorale il partito di Oz supporterà Giovanni Legnini, di cui Conte tesse le lodi parlando di “grande esperienza” e “operatività” e di una figura affidabile.
A noi questa sembra l'ennesima scelta che cancella l'approccio rivoluzionario che il Movimento 5 Stelle aveva introdotto nella politica italiana.
Legnini non è un candidato qualsiasi: è stato uomo del sistema, sottosegretario nei governi Letta e Renzi, vicepresidente del CSM. Un profilo istituzionale pieno, centrale, perfettamente inserito in quella partitocrazia che il M5S avrebbe dovuto combattere.
Inoltre il nome di Legnini è finito in una faccenda piuttosto delicata: l’inchiesta su dossieraggi, informazioni riservate e presunti accessi abusivi. Le ipotesi dell'accusa sono gravi: accesso abusivo e rivelazione del segreto d’ufficio; secondo i pm, Legnini avrebbe aiutato un imprenditore a ottenere informazioni riservate dalla Guardia di Finanza.
A questo punto la domanda sorge spontanea: ma se il criterio non è più la ricerca della rottura con i partiti per cambiare la società, a cosa serve continuare a chiamarsi Movimento?
Quel nome non venne scelto a caso, rappresenta nella sua essenza il distacco dalla partitocrazia.
Se si decide di appoggiare un uomo di sistema come Legnini giudicandolo affidabile, significa che si è deciso di tradire la missione originaria e l'essenza stessa del Movimento.
A questo punto continuare a utilizzare il simbolo e il nome Movimento non solo è un controsenso in termini ma è anche una presa in giro, non trovate?
02/06/2026
CARA REPUBBLICA TI SCRIVIAMO
Cara Repubblica, oggi è la tua festa, oggi festeggiamo 80 anni da quando il popolo italiano ha riscattato se stesso ed ha deciso di organizzarsi sottoforma di democrazia parlamentare.
Quasi un secolo di vita che ha attraversato fasi oscure e misteri irrisolti ma che ha donato alla popolazione prosperità e libertà che mai si erano viste nella pen*sola.
In questo momento però, cara Repubblica, i rappresentanti dei partiti ti mettono a rischio.
Un male oscuro e silente ti colpisce dalle fondamenta: l'astensionismo favorito dai centri di potere e controllo del consenso della partitocrazia.
Più le persone si allontanano dalla cittadinanza attiva maggiore è la possibilità che la nostra società si faccia ammaliare da prospettive autoritarie vendute come sogno di rivalsa.
Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio lo avevano capito, cara Repubblica, e avevano messo al centro della vita politica la partecipazione.
Ecco, forse proprio questa parola dovrebbe diventare il fulcro dei nostri pensieri e delle nostre azioni.
Coinvolgimento e incentivo alla partecipazione attiva per spingere i giovani talenti a proporre riforme e mostrare orizzonti dove ora vediamo muri.
Una tempesta perfetta che ribalterà la gerontocrazia dei partiti, consegnando un futuro armonioso e prospero alle future generazioni.
Ecco, forse così, cara Repubblica, riuscirai a salvarti.
I Figli delle Stelle
26/05/2026
SONO MR GIUSEPPI, DISTRUGGO MOVIMENTI
Autoreferenziali e settari.
Accompagnati da queste due grandi doti i cantori del contismo ci avevano raccontato che dai GT sarebbe ripartita la rinascita del Movimento.
Chi osava sollevare anche un minimo dubbio sulla scarsa democraticità della struttura territoriale veniva additato come disfattista grillino. D'altronde con coordinatori nominati che hanno fatto il bello e il cattivo tempo, dovendo rendere conto soltanto a chi li nomina, cosa ci si può aspettare se non percentuali ridicolosamente basse?
Sia chiaro questo capitava anche durante la prima fase di vita del MoVimento ma vogliamo ricordare agli ayatollah del contismo che ora ci dedicheranno post al veleno che con Beppe Grillo il Movimento 5 Stelle ha vinto 50 elezioni comunali, compresi i comuni di Roma e Torino, correndo sempre con una sola lista contro le folte coalizioni di centrodestra e centrosinistra.
Non vale quindi la solita scusa: "il Movimento è andato sempre male alle amministrative"
No, signori.
Il Movimento quando ha lavorato e ha raccolto le istanze dal basso per davvero con i tavoli di lavoro, non con kermesse fatte solo per poter inviare comunicati trionfalistici ai giornali, è riuscito a scalare cime impossibili vincendo contro tutto e tutti.
Volete sapere la verità? Aldilà di quello che dice Travaglio e il megafono quotidiano, il partito di Conte è seguito da pochissime persone e il suo reale peso è minore di quello che pensiamo.
Insomma come i partiti di sistema che vengono sistematicamente sovrastimati nei sondaggi e poi deludono, la gestione Conte si avvicina più a una curatela fallimentare che a una presidenza politica di un Movimento che, con coraggio, dovrebbe salpare verso l'altrove.
Secondo noi un capitano che non è in grado di lasciare gli ormeggi non può gestire la nave.
È il caso che lo capisca anche Giuseppe Conte
25/05/2026
CONTE CANCELLA LA BATTAGLIA SULLE PREFERENZE
Ora, ci scuserete se disturbiamo il processo evolutivo del contismo nel suo salto quantico da Movimento a Nova Partito ma, quando leggiamo determinate dichiarazioni, lo spirito del movimentismo si accende e non riusciamo a rimanere in silenzio.
Mentre l'ubriacatura del Campo Largo vi sospinge verso Nova e la partitocrazia vorremmo farvi sommessamente notare che sarebbe il caso di regalare ai cittadini italiani una legge elettorale che restituisca loro la possibilità di selezionare i propri rappresentanti direttamente.
Sia chiaro, le preferenze non sono presenti nella proposta di governo ma ci saremmo aspettati le barricate da chi porta un simbolo glorioso che, tramite la democrazia diretta, voleva riconsegnare il potere di scelta nelle mani dei cittadini per toglierlo alle segreterie di partito.
Purtroppo ancora una volta Giuseppe Conte ci ha deluso bollando come secondaria questa battaglia di democrazia e civiltà che Casaleggio e Grillo ci avevano donato.
Dobbiamo ammettere che non siamo sorpresi: d'altronde stiamo parlando di colui il quale nomina dal coordinatore comunale al regionale senza lasciare la possiblità agli iscritti di votare chi dovrà coordinare i lavori sui territori.
Come può un uomo cosi essere d'accordo con le preferenze?
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23/05/2026
Non vi dimentichiamo: le vostre idee camminano sulle nostre gambe
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