Agrigento Possibile

Agrigento Possibile

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Prima pagina Agrigentina di Possibile, approvata e condivisa da militanti e tesserati di Possibile.

L’associazione Possibile nasce in occasione del PolitiCamp 2014 a Livorno, come evoluzione dell’associazione People che al PolitiCamp 2013 di Reggio Emilia nacque a sostegno della candidatura di Pippo Civati a segretario del Pd. Di quell’esperienza mantiene lo spirito, i valori di fondo e la spinta ideale originaria. Possibile è uno spazio aperto, che ospita il dialogo interno alla sinistra italia

18/06/2026

Alla il Ministero ha scelto un brano di Frank Furedi, autore di I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere.
Già qui qualche domanda dovremmo iniziare a farcela visto che Furedi non è un autore qualunque. Le istituzioni decidono di mettere sotto gli occhi di migliaia di sudenti e studentesse il testo e il pensiero di uno che bazzica nella galassia conservatrice europea, vicina all’area politica e culturale di Viktor Orbán.

Il brano parla del confine sempre più sfumato tra adolescenza ed età adulta, del fatto che i trentenni fatichino a prendersi delle responsabilità. La sua tesi di fondo è che i confini tra età, ruoli, identità, responsabilità, generazioni, siano necessari perché darebbero ordine e senso alla vita sociale.

Forse, però, invece di preoccuparsi tanto dei confini che si sfumano, bisognerebbe chiedersi perché si sfumano. Perché diventare adulti oggi è così difficile, perché l’indipendenza arriva tardi o non arriva, perché “sistemarsi” è un privilegio sempre meno accessibile.

Il problema non è una generazione che non vuole crescere, ma una società che rende sempre più costoso, precario e diseguale farlo. Il lavoro è precario, i salari sono bassi, non si trova casa, per non parlare delle politiche di welfare imbarazzanti.

Altro che “adultescenti”. Ci sono generazioni intere tenute in una condizione di attesa, ricattabilità e incertezza.

Se si vuole parlare di confini a scuola, allora si parli di quelli che incidono davvero sulla vita delle persone: i confini di classe. Quelli che separano chi può scegliere da chi deve adattarsi, chi entra nell’età adulta con una rete di protezione da chi ci arriva già fragile, indebitato, sfruttato o escluso. Come ricorda Lea Ypi, la vera frattura nelle democrazie liberali non passa tra nativi e stranieri, ma tra chi ha diritti e risorse e chi ne viene sistematicamente privato.

La scuola dovrebbe aiutare a leggere questa complessità invece di accompagnare l’ossessione della destra per i confini, sempre quelli sbagliati. Si preoccupassero meno di tracciare linee e di più di costruire un mondo in cui attraversare la vita sia possibile per tutte e tutti.

- Accoglienza Possibile, Alla Base la Scuola

18/06/2026

Con la nuova alleanza politica nel Parlamento Europeo tra Popolari ed Estrema Destra, è iniziata una vera e propria guerra alle persone migranti.

Oggi è passato un regolamento estremamente violento e razzista, che dà il là a un sistema di profilazione razziale, detenzione di massa e deportazioni, sul modello dell'ICE negli USA.

Una vergogna che renderà l'Europa un Continente in cui alcune persone saranno in costante pericolo, e più insicuro per tutte e tutti.

Abbiamo denunciato questo regolamento da mesi, e combatteremo ancora per fermarlo.

Stop ICE in Europe.

18/06/2026

Telemeloni non esiste ma…

17/06/2026

Un abbraccio.

È bastato questo per scatenare la violenza verbale e fisica contro due ventenni al parco Campo di Marte. Una follia omotransfobica intollerabile, fatta di insulti, schiaffi e una persona spintonata a terra.
​Questo non è un fatto di cronaca isolato, è il risultato diretto di un clima tossico, alimentato da chi in questo Paese continua a negare l’esistenza dell’omotransfobia, a bloccare le leggi di tutela e a usare i corpi e i diritti della comunità LGBTQIA+ come bersaglio politico.
​Esprimiamo tutta la nostra vicinanza alle due persone colpite e siamo, come sempre, concretamente al fianco di arcigay Reggio Emilia che si sta occupando della loro tutela.
​Non è più il tempo dei “pensieri e preghiere” o della solidarietà di facciata, serve una condanna netta, ma serve soprattutto un cambiamento culturale e normativo radicale. Noi non faremo un solo passo indietro sul terreno dei diritti, dell’educazione alle differenze e della sicurezza di ogni persona contro l’odio, che va combattuto insieme.

Nadia Monti

16/06/2026

Non c’è proprio niente da scegliere.

Tra il 25 aprile e il 28 ottobre non esiste una discussione da aprire, una posizione intermedia da cercare o una neutralità dietro cui nascondersi.
Il 25 aprile è la Liberazione. È il giorno in cui l’Italia si è liberata dal nazifascismo e ha iniziato a costruire la propria democrazia. È la radice della nostra Costituzione, dei diritti, delle libertà e della partecipazione democratica che oggi consideriamo patrimonio comune.

Il 28 ottobre è la Marcia su Roma. È la data che segna l’ascesa del fascismo al potere e l’inizio di una stagione che ha cancellato libertà, represso il dissenso, perseguitato oppositori politici, discriminato persone sulla base della loro origine e trascinato il Paese verso la guerra.

Per questo condividiamo le parole della nostra segretaria, Francesca Druetti: chi non si dichiara antifascista è fascista. E aggiungiamo una cosa altrettanto semplice: chi porta in piazza una presunta scelta tra il 25 aprile e il 28 ottobre è fascista. Punto.
Quanto accaduto a Castrovillari non può essere derubricato a provocazione, folklore o nostalgia innocua. Le date hanno un significato. I simboli hanno un significato. Le parole hanno un significato. E richiamare la Marcia su Roma significa richiamare una delle pagine più buie della storia italiana.

Senza imbarazzi e con orgoglio ci dichiariamo antifascisti. Per questo, oltre ai fatti di Castrovillari, ci indigniamo e denunciamo ogni volta che qualcuno esordisce con un “camerati presenti”, ogni volta che si prova a riorganizzare consenso attorno a simboli, slogan e linguaggi che appartengono alla tradizione fascista, ogni volta che si alimenta la nostalgia per un regime che ha privato milioni di persone di libertà, dignità e diritti.

Non c’è nulla di pittoresco o folkloristico in tutto questo. C’è una cultura politica incompatibile con la Repubblica nata dalla Resistenza e con i valori costituzionali che ogni rappresentante delle istituzioni dovrebbe difendere. Non deve esserci spazio per quella roba lì. Non deve esserci spazio per i nostalgici del fascismo, per chi ne minimizza i crimini, per chi ne ripropone rituali e parole d’ordine, per chi pensa di poter riportare nel dibattito pubblico idee che la storia ha già condannato.

La Calabria che vogliamo è una Calabria aperta, solidale, democratica e Antifascista.
E su questo non arretriamo di un millimetro.
Mai.

Silvia Giandoriggio
Possibile Calabria

16/06/2026
16/06/2026

Se Elon Musk diventa il primo trilionario del mondo, c'è un triliardo di motivi per cui dovremmo tassare i ricchi. E se lo dice Zohran Mamdani, possiamo dirlo anche noi.

(È ancora attiva la raccolta firme di unpercentoequo
per l'introduzione di una patrimoniale in Italia. Firma anche tu su firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500014)

15/06/2026

Una vergogna. Come hanno scritto in un comunicato i gruppi locali di AVS e Possibile, a Ferrara dal 2 al 5 luglio si svolgerà la XII edizione del Festival delle Città Identitarie. Quelle precedenti si sono tenute in piccoli centri amministrati dalla destra. L'edizione ferrarese ha l'evidente scopo di sdoganare il gerarca fascista Italo Balbo.

Il fascismo è stato dittatura, violenza, squadrismo, feroce colonialismo, razzismo. E Italo Balbo ne è stato uno dei principali protagonisti. Il nostro Paese, come molti storici hanno sottolineato, non ha mai fatto i conti fino in fondo con ciò che la dittatura fascista ha rappresentato in Italia e nel mondo. Ne è emblema il perdurare della fiamma fascista nel simbolo del partito Fratelli d'Italia e il costante tentativo di rivalutare figure di gerarchi del Ventennio.

A Ferrara la maggioranza di centrodestra è con ogni evidenza ostaggio di FdI. Così alla nostra città, medaglia d'argento per la lotta al nazifascismo, è stato ora imposto di ospitare il Festival delle "Città identitarie", progetto di difesa e rilancio "dell'italianità", dedicato in questa edizione a Italo Balbo, a fianco del quale hanno sistemato Lucrezia Borgia, Michelangelo Antonioni, Ludovico Ariosto, Florestano Vancini. E così la rivalutazione del gerarca Italo Balbo è avviata e la sua figura sdoganata. Tre serate di Festival alla modica cifra di 60mila euro, 30mila dei quali del Governo Meloni e gli altri 30mila del Comune di Ferrara, sottratti al capitolo di Bilancio "borse di studio e tirocini per studenti universitari".

Questa destra è capace solo di nostalgici revival del peggior periodo storico vissuto dal nostro Paese, comunque li condisca. Questa destra, presa dall'ansia di rivalutare "l'aviatore Balbo", nemmeno si rende conto che l'identità di Ferrara si è costruita nei secoli attraverso accoglienza e contaminazione di culture diverse. Esattamente l'opposto della gabbia identitaria da Italietta nella quale questo Festival vorrebbe rinchiuderla.

C'è di che vergognarsi e indignarsi.

15/06/2026

Vi invitiamo a firmare su firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008 e a diffondere la raccolta.

Come scrivono i promotori, "l'Italia ripudia la guerra, eppure ci stiamo armando come mai prima.

Ma esiste un'altra strada concreta. Si chiama difesa civile non armata e nonviolenta, ed è una proposta di legge di iniziativa popolare che ha bisogno della tua firma per arrivare in Parlamento.

Nella pratica, chiediamo:

● l'istituzione di un Dipartimento per la Pace e la Nonviolenza, che dia casa stabile ai Corpi Civili di Pace e a un Istituto di Ricerca sul Disarmo

● il compimento degli articoli 11 e 52 della Costituzione: il dovere di difendere il Paese si può assolvere anche senza armi. Lo ha già detto la Corte Costituzionale, manca solo la legge

● l'opzione fiscale: inserire in dichiarazione dei redditi la possibilità di destinare il 6x1000 alla difesa civile e nonviolenta anziché quella militare

In un momento in cui la spesa per il riarmo aumenta e i conflitti armati strappano la vita di tantissime e tantissimi giovani, soldati e civili, firmare significa scegliere un'altra idea di sicurezza.

✒️ Firma su firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008. Servono SPID o CIE. Bastano solo 2 minuti.

Aiutaci a diffondere questo post.

Un'altra difesa è possibile. Mettiamola in atto."

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