08/02/2026
"Il cubo nero all'ex Teatro Comunale, dieci indagati per abuso edilizio, falso e violazione delle norme sul paesaggio."
La vicenda del “cubone nero” costruito in piena area protetta dall’UNESCO a Firenze è la punta di un iceberg fatto di intrecci politici, interessi economici e speculazioni senza scrupoli.
Non riguarda solo Firenze: l’intera regione è ostaggio di un apparato politico consolidato, sostenuto da reti clientelari che hanno trasformato il governo del territorio in una merce di scambio.
Oggi la politica ha smesso di rappresentare i cittadini ed è diventata il braccio operativo di multinazionali e lobby finanziarie, pronte a sacrificare ambiente, paesaggio e identità culturale sull’altare del profitto.
Chi ama davvero la Toscana ha il dovere morale di ribellarsi a queste logiche predatorie, di contrastare ogni forma di speculazione e di difendere con forza un patrimonio unico al mondo, che appartiene a tutti e non può essere svenduto agli interessi di pochi.
04/06/2025
Il "manager per una vita sana" non è male, dobbiamo prendere atto della creatività del parassitame fiorentino.
Firenze, arriva il manager per promuovere lo stile di vita corretto
Dall’attività fisica all’alimentazione: entro la fine dell’anno le iniziative di un dirigente della Città metropolitana
30/04/2025
Le parole che state leggendo ora hanno un DNA preciso: nascono in Toscana, nel 1300.
Pensateci un attimo: ogni volta che parliamo italiano, stiamo usando un'eredità che viene direttamente dai vicoli di Firenze. Prima dell'italiano esistevano solo tanti dialetti regionali, molto diversi tra loro.
Ma chi dobbiamo ringraziare per la lingua che usiamo oggi?
Tre geni letterari cambiarono tutto: Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio. Decisero di scrivere i loro capolavori in volgare fiorentino anziché in latino, e la loro fama fece sì che quel dialetto diventasse il modello per tutti.
La Divina Commedia, il Canzoniere e il Decameron non sono solo monumenti letterari, ma i mattoni fondamentali della nostra identità linguistica. Se questi tre autori avessero scritto in veneziano o napoletano, oggi parleremmo in modo completamente diverso.
La prossima volta che pronuncerete una frase in italiano, ricordate che state parlando un po' fiorentino, continuando una tradizione linguistica iniziata sette secoli fa.