PCI - Federazione di Roma

PCI - Federazione di Roma

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Ricostituito nel 2016. Pagina di Roma.

Il “Partito Comunista Italiano” in sigla “PCI” è il partito della lotta di classe per il socialismo
Il PCI si ispira ai valori della Costituzione Repubblicana,
della Resistenza e dell’antifascismo.

22/06/2026

FACCIAMO CRESCERE LA PAGINA,
FACCIAMO CRESCERE IL PCI - Partito Comunista Italiano

Care Compagne e cari Compagni,
vi chiediamo un piccolo gesto di sostegno per far crescere la nostra pagina Facebook. È un aiuto semplice, che non costa nulla, ma che può contribuire concretamente a diffondere le nostre idee e il nostro impegno.
Con pochi click possiamo ampliare la nostra comunità e rafforzare insieme la costruzione di un’alternativa politica e sociale, partecipata e reale, al duopolio che da troppo tempo soffoca Roma e l’intero Paese.
Come fare?
Basta andare sulla nostra pagina: sotto la copertina, in basso a destra, trovate i tre puntini. Cliccate lì, selezionate “Invita amici” e coinvolgete i vostri contatti.
È un gesto semplice, ma importante.
Solo insieme possiamo fare la differenza.
Grazie di cuore.

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Solo insieme possiamo fare la differenza.

Grazie di cuore.

20/06/2026

Martedì 23 giugno, alle ore 18:30, la Sez. Labaro della Federazione di Roma del PCI, in collaborazione con l'Associazione Occupiamoci di, incontra Alberto Fazolo per la presentazione del suo libro:
LA BRIGATA EBRAICA, una storia controversa.
Vi aspettiamo

19/06/2026

🚩 CHI MANDA AVANTI ROMA
Il caporalato è una forma moderna di schiavitù e va combattuto senza sconti. Nessuno dovrebbe lavorare per meno di 10 euro l’ora. Il lavoro nero va cancellato.
Ma proprio perché molto di questo lavoro è irregolare, di interi settori abbiamo soltanto stime, quasi sempre per difetto.

A Roma (stime):
• Rider: 6.000–7.000
• Badanti straniere: 25.000–40.000
• Lavoratrici straniere nelle RSA: 3.000–8.000
• Braccianti agricoli (area romana): 10.000–15.000
Sono mestieri essenziali.

E a livello nazionale i numeri sono chiari (INPS, 2024): circa 4 milioni di lavoratori stranieri versano contributi, mentre i pensionati stranieri sono soltanto 379 mila. Sono mediamente più giovani e contribuiranno per decenni. Per economisti e demografi sono un pilastro del sistema previdenziale.

Chi invoca la “remigrazione” non è un patriota: ignora che molti di questi lavori gli italiani non li scelgono più, e che troppi nostri giovani sono costretti a emigrare.
Tutti i lavori hanno la stessa dignità. Tutti devono essere regolari e retribuiti in modo dignitoso.

Ma resta un fatto: senza i lavoratori stranieri, interi settori si fermano.
Chi sostiene il contrario si confronti con i numeri, invece di pronunciare slogan e alimentare illusioni senza alcun fondamento e che peggiorerebbero in realtà la condizione del Paese.

Stime locali di larga massima · Dati nazionali: INPS, Osservatorio sugli stranieri 2024

17/06/2026

Nella Capitale, nel 2024, nonostante un reddito medio pro capite superiore alla media nazionale (31.316 euro contro 24.830), il 15,8% dei residenti è a rischio povertà, il 6,9% vive in gravi condizioni abitative e il 3,2% sperimenta deprivazione materiale e sociale. Cresce anche la quota di lavoratori poveri, oggi all’8,5%, segno che un impiego non basta più a garantire stabilità economica.
Resta anche l’altra faccia della povertà: quella di lunga durata. Circa il 60% delle persone frequenta i servizi da più anni; un terzo si rivolge regolarmente ai Centri di ascolto o alle mense da oltre dieci anni. È la povertà degli “invisibili stabili”, di chi resta escluso dai benefici della crescita economica, in bilico tra precarietà e resistenza quotidiana. (fonte: Caritas Roma)
Questa la fotografia della "povertà" a Roma.
Governo nazionale e giunta capitolina, nei loro rispettivi ambiti di competenza, continuano a creare povertà, disagio abitativo, precarietà e riduzione dei servizi sociali.
C'è chi spende i nostri soldi in armi e chi invece di pensare all'edilizia popolare e ai servizi pubblici regala intere parti della nostra città a multinazionali e fondi stranieri, in pratica alla speculazione privata.
Per questo la Federazione di Roma del PCI - Partito Comunista Italiano continua a lavorare per offrire ai cittadini romani la proposta di una vera alternativa politica e sociale.

Photos from PCI - Federazione di Roma's post 13/06/2026

OGGI ROMA HA DETTO NO. E L’HA DETTO IN PIAZZA.

Il Partito Comunista Italiano oggi era in strada, dove deve stare: in mezzo al suo popolo. Dal Colosseo a Piazza Vittorio, in migliaia abbiamo riempito la città di voci, di dignità e delle nostre bandiere rosse.
Oggi la piazza aveva mille volti e mille colori. Ed era questa, la risposta più bella alla parola d’ordine dell’odio: una città plurale, fatta di origini diverse, che cammina insieme. Perché noi italiani siamo, prima di tutti gli altri, un popolo di migranti — abbiamo riempito il mondo dei nostri figli — e proprio per questo sappiamo riconoscere chi oggi parte dalla stessa fame e dalla stessa speranza di ieri.
E le nostre bandiere non sono un colore qualunque. Sono le stesse che hanno marciato con i partigiani contro il fascismo, che hanno difeso il lavoro nelle fabbriche e nei campi, che hanno sempre tenuto alta una sola idea: gli sfruttati di ogni terra e di ogni colore stanno dalla stessa parte. Il rosso non ha mai riconosciuto i confini eretti contro i poveri. È la bandiera dell’uguaglianza, della solidarietà, dell’antifascismo.
Eravamo lì con i lavoratori, gli studenti, i quartieri, le associazioni — dalla CGIL all’ANPI, da Arci a Nonna Roma e decine e decine di realtà. Una Roma sola, fianco a fianco, che ha trasformato una provocazione in una festa di popolo.
Perché oggi la destra — quella vecchia dei nostalgici e quella nuova dei sovranisti al governo — ha provato a portare in strada l’odio travestito da slogan: la «remigrazione». La risposta della città è stata netta, calorosa, gioiosa: Roma è città aperta, antifascista e antirazzista. E non si tocca.
Chi grida alla deportazione rinnega la nostra storia e colpisce chi tiene in piedi questo Paese: chi lavora, chi cura, chi contribuisce. Noi stiamo dall’altra parte. Dalla parte di chi non mette mai i poveri contro i poveri.
Grazie a ogni compagna e a ogni compagno che oggi ha sfilato sotto quelle bandiere. Questa piazza non si scioglie: continua nei quartieri, nei posti di lavoro, in ogni lotta. L’antifascismo non è memoria, è presente.
Avanti, insieme. Con il rosso delle nostre bandiere.
Partito Comunista Italiano – Federazione Provinciale di Roma

12/06/2026

domani saremo di nuovo in piazza.
Cercate le nostre bandiere, sfilate con noi.

Photos from PCI - Federazione di Roma's post 11/06/2026

Riorganizziamo e rilanciamo il Partito Comunista a Roma e in Italia

Il 3 febbraio 1991 si concluse a Rimini l’ultimo congresso del Partito Comunista Italiano. Un errore che abbiamo pagato, che stiamo pagando e che continueremo a pagare.
Dal 1991 abbiamo assistito a un lento e inesorabile degrado politico, culturale, istituzionale, economico e sociale del nostro Paese.

Piano piano abbiamo perso diritti che ritenevamo acquisiti; abbiamo perso potere d’acquisto; stiamo perdendo la sanità pubblica; abbiamo perso la certezza del lavoro e gran parte del tessuto produttivo del Paese, composto da piccole e medie imprese e dall’artigianato, travolti dai processi del neoliberismo, nel quale multinazionali e grandi gruppi economici dettano le regole.
La condizione dei lavoratori è sempre più precaria, mentre stipendi e pensioni restano fermi.

A Roma i servizi pubblici sono insufficienti e inadeguati alle esigenze dei cittadini. La speculazione urbanistica sta sottraendo aree pubbliche per consegnarle ai grandi interessi privati, che continuano a cementificare una città già in forte difficoltà.
Il mercato immobiliare è diventato proibitivo e l’edilizia popolare è ormai quasi inesistente.

Non possiamo continuare a restare a guardare, facendo finta di non vedere.
È una situazione che paghiamo ogni giorno e che rischiano di pagare ancora più duramente i nostri figli e i nostri nipoti.

È arrivato il momento di impegnarsi per costruire una vera alternativa politica e sociale a questo falso duopolio, che continua a perseguire le stesse politiche economiche.

Da quando non esiste più un grande partito organizzato a difesa dei diritti conquistati con anni di lotte, il declino del Paese si è fatto sempre più evidente.

Per questo la Federazione di Roma del Partito Comunista Italiano lancia un appello a tutte e a tutti affinché partecipino a questo lavoro di ricostruzione e rilancio del partito.

Scriveteci, contattateci, venite a trovarci, iscrivetevi.
È ora di tornare a impegnarsi, prima che sia troppo tardi.

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