Primavalle e Roma nord-ovest in Rete

Primavalle e Roma nord-ovest in Rete

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Una pagina sulla storia, sui fatti e le persone che hanno popolato e vivono oggi i quartieri di Roma nord-ovest

Photos from Primavalle e Roma nord-ovest in Rete's post 15/06/2026

L'ACQUEDOTTO SCONOSCIUTO

Quanti sono gli acquedotti antichi di Roma nord?
Sicuramente due: l'acquedotto Alsietino (2 a.C.) e l'Acquedotto Traiano (109 d.C.).
Il primo (su iniziativa di Ottaviano Augusto) partiva dal lago di Martignano, il secondo (su impulso dell'imperatore Traiano) dal lago di Bracciano.
Nel 1998, tuttavia, nei pressi di via Valentino Cigliutti a Malagrotta, durante alcuni lavori dell'Italgas, è stato rinvenuto un terzo acquedotto, dapprima sconosciuto.
Esso, come scrive Cristina Molari in "Archeologia a Massimina", procede "con andamento sud-ovest/nord-est parallelamente alle attuali via di Malagrotta/via di Ponte Galeria". L'imponente canale di deflusso si snoda "secondo un tracciato sotterraneo ... largo cm. 75 e alto cm 175" le cui pareti sono "rivestite da cocciopesto con cordoli a quarto di cerchio in corrispondenza degli angoli di base" mentre la copertura è di "tegole mammatae disposte a doppio spiovente" (le sporgenze o mammelle servono a creare una intercapedine d'aria isolante).
La studiosa suggerisce per la struttura un'epoca tarda attorno al III-IV secolo d.C. e suppone che servisse un'importante città (Ostia?).
A questo punto sorgono degli interrogativi.
Esiste una relazione fra l'acquedotto Alsietino (che scorreva lungo il Galeria a via di Casal Selce) e questo acquedotto? Forse no.
C'è una relazione fra il settore di Castel di Guido e tale struttura? Chissà.
Tutta la zona di Malagrotta, peraltro. appare di notevole interesse. A Malagrotta era sicuramente un castello medioevale (sorgeva sul monticello Arcione lì vicino?) e, attestate, da un documento dell'XI secolo (la "Donazione di Santa Silvia") anche un "monumentum magno et rotundo" (un grande monumento rotondo, forse un mausoleo), un "ponte marmoreo antiquo" (antico ponte di marmo sul Galeria), mulini (molae, da cui forse il nome Molarupta) e "arciones antiqui" cioè antiche strutture ad arco.
Queste arcate, come attesta un'altra archeologa, Marina Clementini, sono forse quelle visibili in un affresco cinquecentesco del Santo Spirito in Sassia a Trastevere (immagine 2; l'Ordine del Santo Spirito possedeva, infatti, la tenuta di Malagrotta).
Anche in tal caso possiamo chiederci se questi archi hanno una relazione con le strutture idrauliche presenti a Malagrotta.
C'è molto da scavare e studiare.

(g.c.)

Photos from Primavalle e Roma nord-ovest in Rete's post 09/06/2026

MERCOLEDI 10 GIUGNO ORE 18.00 PRESSO I LOCALI DELLA COOPERATIVA "MAGAZZINO" - PRIMAVALLE IERI OGGI E DOMANI - INCONTRO PER PARLARE DELLA STORIA E DEL FUTURO DEL QUARTIERE

05/06/2026
04/06/2026

TORRE DELLA CAMPAGNA ROMANA (Foto di Francesco Chigi Albani della Rovere/Archivio ICCD)

Photos from Primavalle e Roma nord-ovest in Rete's post 31/05/2026

L’antica via Cornelia, a notte, 31 maggio 2026.

19/05/2026

TORSO DI STATUA ALLA PINETA SACCHETTI (1913-1914, Archivio ICCD)

Si tratta di una statua, oggi perduta, che doveva far parte delle fontane e dei ninfei del seicentesco Casino di Pietro da Cortona costruito per la famiglia Sacchetti.
Lo splendido edificio era collegato alla Pineta Sacchetti da una strada che partiva da Porta Angelica, in Vaticano, e passava dove oggi è la ferrovia di Valle Aurelia: il casino, infatti, era rivolto verso San Pietro e addossato alla collinetta poco dietro il Forte Braschi.
A seguito di infiltrazioni e frane il Casino finì per rovinare in pochi decenni tanto che nel Settecento era ridotto a un rudere.
Nei primi anni del secolo scorso si conservavano ancora marmi e colonne superstiti.

18/05/2026

FORNACI DI VALLE AURELIA E PINETA SACCHETTI (primi anni Cinquanta, Archivio ICCD).

La valle dell'Inferno-Valle Aurelia con le ciminiere ancora attive e, sullo sfondo, i filari della Pineta Sacchetti. Ingrandendo l'immagine si possono notare presso la Pineta alcuni casali ancora in piedi.

Photos from Primavalle e Roma nord-ovest in Rete's post 14/05/2026

SIBILLA ALERAMO, DALLA PINETA SACCHETTI ALLA PINETA SACCHETTI

Sibilla Aleramo (1876-1960), pseudonimo di Marta Adelina Faccio, poetessa, scrittrice, giornalista, rimane una delle figure femminile più importanti del passato Novecento italiano, soprattutto per il suo attivismo a favore delle donne (suffragio universale, diritti del lavoro).
Nel 1892, a quindici anni, Adelina è violentata dall’uomo che sarà poi costretta a sposare e che le infliggerà ripetute umiliazioni.
A fine febbraio 1902 Sibilla trova la forza di abbandonare la casa del marito (e il figlio Walter) trasferendosi a Roma presso una delle sorelle alla Pineta Sacchetti. Qui inizierà la stesura del romanzo “Una donna”, già concepito nel giugno dell’anno precedente - romanzo che si rivelerà un grande successo internazionale (pubblicato nel 1906).
Una rara fotografia di quel periodo, infatti, riprodotta nel libro “La campagna dei Papi” la ritrae fra gli alberi della Pineta Sacchetti
Durante il periodo romano, assieme a Giovanni Cena e ai coniugi Celli (Angelo Celli fu il massimo studioso della malaria che affliggeva l’agro romano) si dedicò alla fondazione delle prime scuole nella campagna del suburbio.
Gli anni successivi la vedono in contatto con i maggiori intellettuali e artisti italiani, da Papini a Rebora, da Boccioni a Quasimodo. Intratterrà una relazione tormentata col poeta Dino Campana, autore de “Canti orfici”.
Cinquant’otto anni più tardi, alla fine della vita, Sibilla tornerà alla Pineta Sacchetti, ricoverata alla clinica “Villa Speranza” presso il Policlinico “Agostino Gemelli”.
Dei suoi ultimi giorni alla Pineta Sacchetti abbiamo alcune pagine di diario pubblicate nel 1978 dalla Feltrinelli col titolo “Diario di una donna. Inediti 1945-1960” di cui si danno alcuni stralci.

- 19 dicembre 1959, mattino
Oggi nel pomeriggio entrerò nella clinica Speranza alla Pineta Sacchetti. Vedremo se riprenderò un po’ della mia forza!

- 19 dicembre 1959, Villa Speranza, Pineta Sacchetti, ore 19
Assestata il meglio possibile la piccola stanza, vuotate le valigie, prima visita d'un medico, serio, giovane, al quale domani farà seguito il direttore della clinica.

- 20 dicembre 1959, pomeriggio
La mattinata passò, addolcita solo dalla vista del sole di là dalla finestra. Rimasi coricata, e mezzogiorno era già scoccato che arrivarono i cari e buoni Niccolò e Dinda, che attendevo dalle undici e non avevano trovato in tempo la strada esatta (chi mi verrà a trovare i giorni prossimi, cosî remota dal centro?). I due buoni amici valsero a tranquillizzarmi un po’.

- 22 dicembre 1959, ore 10,30
Il direttore della clinica, simpatico, è venuto finalmente. Poi a mezzodî giunse, trafelato e disperato, il caro Adriano, che non avendo macchina, aveva preso ben quattro tram e impiegate più di due ore nel tragitto. Ha predetto che non verrà nessuno a trovarmi, cosi lontana! M’ha invitata a pranzo a casa sua per la mattina di Natale. Prenderò un taxi. Intanto ho qui la stanza piena di fiori, rose bellissime e vasi di azalee ... Altra novità: hanno messo qui in stanza l’apparecchio televisivo. Ma io sono ugualmente disperata.

- 24 dicembre 1959, ore 9
Temporale. Il mio male cresce, senza accenno a diminuire. Mesta vigilia di Natale! Ieri varie visite: la moglie di Terracini e Maria Michi ... Poi la cara coppia Laura e Nino Sansone. Ho la piccola stanza rigurgitante di fiori.

- 26 dicembre 1959, sera
Ieri pranzo adorabilmente affettuoso da Adriano Vitali e da sua madre, la dolce e brava Esperia ... Tornata in clinica prima di notte nella macchina della cara Rumenia. Stamane mi sono svegliata ancor più debole, incapace di trangugiare il menomo boccone. Sono rimasta in camera, in vestaglia, tutta la giornata. Ma, ho paura, io Sibilla ho paura, forse la prima volta nei miei ottantatré anni.

- 27 dicembre 1959, domenica mattina
Si, ho paura ... Rimango a letto, con solo una tazzina di tè. Vedremo. Non ho forza neppure di scorrere i giornali. Vedo di là dai vetri il cielo nubiloso.

- 28 dicembre 1959, mattina
Ieri domenica solitaria
sera
Stasera invece tuona e piove ... Stamane dolcissima visita di Camilla Ravera e di sua nipote ... Si fermarono poco ma mi fece un gran bene star con loro! Faranno pubblicare nell’“Unità” la notizia della mia degenza in questa clinica, cosî molti amici che attendono vanamente da settimane mie risposte ai loro auguri capiranno il motivo del mio ritardo. Stasera sono cosî sfinita che non aprirò neanche la televisione per il giornale, e spegnerò i lumi fra poco, prima delle otto!

- 29 dicembre 1959
Ultimi sonni, potrei intitolare questi miei sonni di dodici, quattordici ore la notte senza risveglio. Anche di giorno del resto terrei sempre gli occhi chiusi. Deriva dal mio enorme stato di debolezza, neppure il braccio ho più la forza di alzare. Fosse, fosse la fine!

- Roma, 2 gennaio 1960, mattino
Né l’ultimo dell’anno né ieri trovai la forza di una parola!! C'era un magnifico mazzo di rose mandatomi la Togliatti con un suo caro biglietto a mano ... Alle ventuno chiuso la televisione, e subito addormentata sino alle otto di stamane! … Tempo chiaro. Ma fatico a tener gli occhi aperti.

La Aleramo non troverà più la forza di aggiornare il suo diario.
Morirà il 13 gennaio.

https://primavalleinrete.wordpress.com/2026/05/14/sibilla-aleramo-dalla-pineta-sacchetti-alla-pineta-sacchetti/

12/05/2026

VILLA FOGACCIA-GIOVANELLI ALL'ACQUAFREDDA

Photos from Primavalle e Roma nord-ovest in Rete's post 07/05/2026

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