CNOAS - Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali

CNOAS - Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali

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Pagina facebook ufficiale del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali

L’Ordine raccoglie la comunità professionale e ne è la sua espressione, a tutela sia dei professionisti iscritti sia degli interessi di coloro che, quali utenti dei servizi sociali o clienti di professionisti assistenti sociali, debbono essere garantiti in ordine alle prestazioni ed alla qualità del servizio prestato. L’Ordine, che quindi cura interessi sociali generali propri dello Stato, ha la n

26/06/2026

Siamo a ExpoAid 2026, l’iniziativa promossa a Rimini fino a domani, 27 giugno, dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, l’evento nazionale dedicato alle realtà che si occupano di disabilità.

Ci siamo con il nostro stand, molto visitato, il nostro decalogohttps://cnoas.org/wp-content/uploads/2024/10/Decalogo-Disabilita-2024.pdf, le nostre pubblicazioni.

Con la presidente Barbara Rosina, la vicepresidente Mirella Silvani, la consigliera nazionale e referente tematica, Erika Tognaccini, l' Ordine Assistenti Sociali Emilia-Romagna con la presidente Maria Letizia Valli e alcune consigliere che hanno contribuito alla diffusione dei materiali e delle informazioni sulla professione.

Partecipiamo e diamo il nostro contributo in queste giornate ricche di incontri, attività e momenti di confronto dedicati ai temi del lavoro, dell’autonomia, della vita indipendente, dello sport, delle malattie rare e del Progetto di vita.

E proprio a: “Il ruolo dell’assistente sociale nel progetto di vita” è stato dedicato il nostro seminario della prima giornata, un momento di approfondimento, ma anche di dialogo, di scambio di esperienze e prospettive diverse nell’accompagnamento del progetto di vita.

Il panel “affettività” ha visto la nostra partecipazione ieri e oggi con Silvani e Tognaccini e ancora oggi al panel sul "progetto di vita" con la presidente. Lunedì, nel ti**re le somme di questo appuntamento, daremo conto nei seminari di oggi e di domani.

Ma intanto, giovedì, nel descrivere quale sia il ruolo dell’assistente sociale nel promuovere l’affettività, la vicepresidente Cnoas ha richiamato il documento di posizione elaborato nel 2024: “Un manifesto professionale che invita i servizi a partire non solo dai bisogni, ma anche dai sogni, dai desideri e dalle aspirazioni delle persone. Perché – ha ricordato Silvani - permangono barriere culturali, pregiudizi e resistenze organizzative: la persona con disabilità viene talvolta rappresentata come asessuata, eternamente infantile o priva di controllo. Negare affettività e sessualità può aumentare isolamento, dipendenza e vulnerabilità, esponendo alcune persone, in particolare le donne con disabilità, a maggiori rischi di violenza e abuso”.

“L’assistente sociale - ha aggiunto - può facilitare il dialogo tra persona, famiglia, caregiver, équipe e servizi, tenendo insieme diritti, benessere, protezione e libertà. Riconoscere affettività, relazioni e sessualità come dimensioni essenziali della dignità umana e della piena cittadinanza, significa mettere davvero la persona al centro. Il nostro contributo - ha concluso - consiste nel promuovere ascolto, partecipazione, linguaggio rispettoso e condizioni concrete di autonomia e autodeterminazione”.

25/06/2026

"La tutela delle persone di minore età non è il luogo delle certezze assolute, ma il luogo dell'equilibrio: tra protezione e autodeterminazione, tra sostegno alle famiglie e protezione di bambine, bambini e adolescenti, tra responsabilità genitoriale e dovere delle istituzioni di intervenire quando emergono situazioni di pregiudizio”.

Il Cnoas, con la presidente Rosina è stato ad Ancona, al convegno promosso dall' Ordine Assistenti Sociali Marche con il patrocinio del Consiglio nazionale e del Comune di Ancona - Informacittà, insieme a professionisti, magistratura e istituzioni che si sono confrontati su un tema troppo spesso ridotto a slogan, contrapposizioni e semplificazioni.

Aprendo i lavori dell’evento “Minori e famiglie. Cura e giustizia, la rete che sostiene”, la presidente del Croas Marche, Monica Frezzotti, ha richiamato il valore della comunità professionale e della capacità delle diverse istituzioni di lavorare insieme, ricordando come siano necessari competenze, responsabilità condivise e una rete capace di sostenere concretamente.

“Il lavoro delle e degli assistenti sociali – ha detto Barbara Rosina - richiede una costante attenzione alle conseguenze delle decisioni assunte, ma anche la capacità di ascoltare le critiche, interrogarsi sui propri limiti e migliorare continuamente la qualità degli interventi. Per l’Ordine salvaguardare la qualità dei servizi non significa difendere una categoria professionale, ma la capacità di una comunità di prendersi cura delle persone più fragili. Perché quando si indebolisce la fiducia, a pagare il prezzo più alto non sono le istituzioni, ma le persone vulnerabili”.

La rete, dunque, negli interventi della giornata, non rappresenta semplicemente una modalità di collaborazione tra soggetti diversi, ma il presupposto per rendere effettivi i diritti delle persone di minore età attraverso una responsabilità condivisa tra professioni, servizi, magistratura, enti locali e comunità. “La cura senza giustizia - ha concluso la presidente Cnoas - rischia di diventare paternalismo, la giustizia senza cura rischia di perdere il contatto con le persone, e la rete senza responsabilità rischia di essere soltanto una parola”.

24/06/2026

Che “fare l’assistente sociale” sia “molto complicato, lo sanno benissimo gli oltre 47mila professionisti iscritti all’Ordine. Ogni tanto poi, per il clamore della cronaca, per i soliti interessi politici o d’altro tipo, per la superficialità o la colpevolezza dei media, lo diventa ancora di più.

Luigi Mastrodonato per Internazionale, ha scritto un articolo che affronta il tema in generale – carico di lavoro, numeri, attacchi, formazione, responsabilità - e poi approfondisce uno dei tanti campi che vedono il contributo del servizio sociale: l’immigrazione. Per questo, dopo aver parlato con la presidente nazionale Barbara Rosina, ascolta le voci delle assistenti sociali di Spino D’Adda.

“La demonizzazione comporta due rischi – dice la presidente – Da una parte genera sfiducia nelle persone che saranno più restie a rivolgersi ai servizi sociali. Dall’altra aumenta la già forte pressione su questi lavoratori sottoposti a una delegittimazione continua”.

Jenny Peppucci, dalla Lombardia, espone con orgoglio sul suo profilo WhatsApp il risultato del corso di lingua per donne straniere: venti promosse, come riporta l’articolo de La Provincia. Ma nel colloquio con Internazionale racconta la sua giornata tipo nell’ufficio comunale perché, riassume il giornalista, “nel corso di una mattina ha già aiutato due famiglie a fare domanda per il fondo sociale destinato alle persone con disabilità, e poi altre persone che chiedevano informazioni su servizi specialistici come mense, asili nido, servizi per le dipendenze patologiche (Serd) e centri d’impiego. Ha anche gestito le pratiche del corso d’italiano per le persone di origine straniera organizzato dall’amministrazione locale e ha compilato pile di scartoffie burocratiche".
“Alle 9 stai facendo una cosa – dice lei - alle 9.05 sei impegnato in tutt’altro. Quando finisci la giornata ti rendi conto che è difficile anche solo raccontare quante situazioni e pratiche molto diverse tra loro hai gestito”, racconta. “Eppure, per tanti, il nostro lavoro è quello di togliere i bambini alle famiglie”.

“Soprattutto nei piccoli comuni ci si ritrova spesso in ufficio da soli e tutto ricade sulle spalle di un’unica persona, anche compiti che non rientrerebbero nelle sue competenze – aggiunge la sua collega Aliné Bochmann - C’è anche tanta attività amministrativa da fare e questo toglie tempo prezioso a quello che è realmente il nostro lavoro, il contatto con le persone”.

✅ Vale la pena leggerlo tutto, mettiamo il link: https://www.internazionale.it/notizie/luigi-mastrodonato/2026/06/23/assistenti-sociali-italia , ma attenzione, a volte non funziona!

23/06/2026

Vi ricordiamo l’appuntamento di domani per il webinar: “Il Leps Supervisione: opportunità di crescita” promosso dai Croas di Basilicata, Calabria, Campania e Puglia d’intesa con Cnoas, Fnas e Mlps.

🔗Questo il link per l’iscrizione. https://eu01web.zoom.us/webinar/register/WN_yPjC18k7RU6UFCIgtKn_zw

✅ Bisogna inserire: nome, cognome, codice fiscale e Croas di appartenenza.

Il webinar cercherà di rispondere a queste domande:
• Come elaborare le tensioni tra scelte operative e riferimenti etici/professionali?
• Quali spazi per la riflessione su criticità e incertezze professionali?
• Dove si generano più spesso scarti tra intenzioni, mandato e possibilità operative?
• Come gestire situazioni di aggressività o intimidazione?
• Quali spazi per le emozioni nei contesti organizzativi?
• Dove il lavoro emozionale trova spazio nella pratica professionale?

⚠ Il momento formativo in programma dalle 14 alle 16 sulla piattaforma Zoom, è rivolto ESCLUSIVAMENTE alle e agli assistenti sociali di BASILICATA, CALABRIA, CAMPANIA E PUGLIA che desiderano rileggere in modo critico e operativo il senso della Supervisione professionale.

🎯 Obiettivo condiviso è sottolineare il valore della Supervisione professionale come spazio reale di supporto, crescita e trasformazione del servizio sociale. Il webinar vuole provare a dare ascolto delle difficoltà quotidiane della professione, offrendo anche punti di osservazione diversi basati sull’esperienza diretta di supervisori esperti.

ℹ E’ stato richiesto l’accreditamento per la formazione continua.
Per informazioni scrivere a: [email protected]

✔ PROGRAMMA DEL WEBINAR:https://www.fondazioneassistentisociali.com/wp-content/uploads/2026/06/Locandina-LEPS-LINK-Opportunita-di-crescita.pdf

Fondazione nazionale Assistenti sociali
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Ordine Assistenti Sociali della Calabria
CROAS Campania
Ordine Assistenti Sociali Puglia

22/06/2026

Tra qualche giorno, a Expo AID 2026, in programma a Rimini da giovedì 25 a sabato 27 giugno, il Cnoas sarà presente con le novità emerse durante la riunione della scorsa settimana del Tavolo Nazionale Disabilità che ha visto il Consiglio nazionale insieme ai delegati dei Consigli regionali ritrovarsi per condividere criticità e proposte.

Il tavolo, in continuità con quanto già elaborato negli anni precedenti, ha fatto il punto sullo stato di avanzamento della Riforma disabilità nei territori, ha definito gli obiettivi di lavoro e le attività 2026/2027 e ha aggiornato l’elenco dei referenti nazionali che sono Elisa Concina, Danilo Ferrara, Corrado Parisi, la vicepresidente Mirella Silvani e la coordinatrice del tavolo Erika Tognaccini.

Insieme, nell’incontro online durato due ore, hanno ribadito le linee politiche dell’impegno di ogni assistente sociale: dal progetto di vita, alla centralità del servizio sociale nei processi di inclusione, dalla necessità di investire nella comunità professionale per dare davvero il via alla riforma, al contrasto delle disparità territoriali che continuano ad esistere, alla partecipazione delle persone con disabilità e delle loro famiglie alle decisioni che le riguardano.

“Con un bagaglio importante, ma anche con proposte che scaturiscono dall’esperienza – dice la presidente Barbara Rosina - saremo a Rimini condividendo lo slogan dell’evento ‘Io, persona di valore’ e ribadendo il nostro, ‘Il Cnoas dalla parte dei diritti’”.

📌GUARDA LE SLIDE

https://cnoas.org/wp-content/uploads/2026/06/Slide_Tavolo_Disabilita_15.06.2026-definitivo1-da-pubblicare.pdf

21/06/2026

NOI, STORIE E NON SOLO
A Tina e Paola l'onorificenza di "Cavaliere"
Il grazie della Repubblica Italiana

“Un’emozione grande, una sensazione mai provata perché noi, assistenti sociali, non siamo abituate né ad apparire, né tantomeno ad essere ringraziate o ricevere onorificenze di così alto valore”.

“Non sono la prima, ricordo la collega Moscatelli che è andata in pensione qualche anno fa, e spero di non essere l’ultima. Perché il nostro impegno, la nostra professione, è lì dove non c’è più nessuno, o quasi. Per esempio al porto dove arrivano i profughi che scappano da ogni guerra”.

Due assistenti sociali: Paola Coppi, da Ancona e Nunzia Iacovuzzi - Tina per tutti - da Matera insignite dell’onorificenza di “Cavaliere della Repubblica” durante le celebrazioni dello scorso 2 giugno. Due storie di impegno sociale riconosciute dal Presidente Mattarella e consegnate, nei loro territori, davanti a chi da anni, le ha viste al lavoro.

Tina, assistente sociale da quasi 40 anni, è ora nell’azienda sanitaria di Matera, ma: “ho attraversato la professione a 360 gradi e messo in piedi progetti di valenza sociale da ogni angolazione possibile. Credo che questa onorificenza vada a tutti questi anni e non soltanto alla mia posizione attuale e dedico il riconoscimento a tutta la nostra professione più bistrattata che altro. Quando è arrivato il decreto firmato dal Presidente della Repubblica, a dicembre, pensavo fosse uno scherzo. Sono orgogliosa di aver avuto la pergamena nell’80esimo del 2 Giugno che è anche l’80esimo del voto alle donne. Quel giorno, davanti alla Prefetta, ero la sola donna a diventare cavaliere, accanto a tanti uomini in divisa”.

Paola, invece, ha cominciato a lavorare nel 1991 in applicazione della legge del 1990 in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione. “Ora mi occupo di accoglienza dei profughi che scappano dalle guerre. Le tante guerre di questi anni – dice – ricordando gli arrivi dalla Bosnia, dal Kosovo, dal Nord Africa - Ancona è diventato “porto sicuro” quindi ora accogliamo qui migranti e naufraghi soccorsi nel Mediterraneo dalle navi delle Ong”.

Tina e Paola non si conoscono, ma hanno la stessa emozione e lo stesso orgoglio mostrando la pergamena che le nomina “Cavaliere”. Sanno che la professionalità messa in campo in questi anni, come assistenti sociali, ha fatto la differenza per tante e tanti dando concretezza alla tutela dei diritti dei più fragili, anche se arrivavano da lontano.

Un bel grazie dalla Repubblica!

19/06/2026

Lettura precoce dei segnali di fragilità, valutazione del contesto di vita della persona, connessione tra servizi, comunità e risorse informali, tutela dell’accesso equo ai diritti, soprattutto nei territori caratterizzati da marginalità sociale, isolamento geografico o bassa disponibilità di servizi.

Il , con la consigliera delegata e tesoriera Mariella Spoto, ha partecipato alla riunione del Comitato Interministeriale per le Politiche in favore degli Anziani - voluto dalla vice ministra Maria Teresa Bellucci - per portare le proposte da inserire nel “Piano Nazionale per l’Invecchiamento Attivo, Inclusione Sociale e Prevenzione della Fragilità”.

“Abbiamo ripetuto più volte e in tante occasioni pubbliche che la figura dell’assistente sociale deve essere presente in numero adeguato nelle équipe multidimensionali e nel management del settore pubblico e privato – dice Spoto – Torniamo a ribadirlo nei documenti di indirizzo, perché questo si realizzi davvero e porti risultati tangibili nella vita delle persone. La realizzazione di questa premessa è condizione necessaria se vogliamo davvero che il futuro Piano funzioni”.

Coerentemente con le quattro direzioni indicate, il Cnoas ha sottoposto alla valutazione del C**A queste priorità di intervento:

✔ rafforzamento della presenza del servizio sociale professionale nei territori e nelle équipe multidimensionali con particolare riguardo alle dimissioni protette e alla presa in carico precoce della fragilità, negli ospedali, nelle COT e nelle Case della Comunità.

✔ Sostegno all’invecchiamento attivo con la valorizzazione del ruolo dell’assistente sociale nel lavoro di comunità nel mappare reti informali, promuovere patti di vicinato, orti sociali, iniziative intergenerazionali e alfabetizzazione digitale delle persone anziane.

✔ Investimento strutturato su formazione e competenze anche mediante percorsi di specializzazione e qualificazione professionale su violenza e maltrattamento degli anziani, carico dei caregiver e gerontologia sociale.

✔ Sviluppo di un sistema informativo integrato salute-sociale con l’integrazione tra fascicolo sanitario e cartella sociale, in modo da consentire condivisione tempestiva delle informazioni utili alla presa in carico, soprattutto in seguito a dimissioni ospedaliere e peggioramenti improvvisi delle condizioni di salute.

“La riuscita del Piano – ribadisce la consigliera - dipenderà in misura decisiva dalla capacità di tradurre l’impianto normativo in azioni territoriali effettive, misurabili e uniformemente accessibili. Terminata la redazione del piano – conclude – saremo impegnati a diffonderlo attraverso la rete dei Consigli regionali dislocati nei capoluoghi delle 19 regioni italiane e a tutta la comunità professionale. Sperando che le norme non restino sulla carta e che all’evoluzione demografica del Paese seguano gli interventi necessari”.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

18/06/2026

Sei anni, due consiliature, due presidenti nazionali in un solo mandato, il nuovo Cnoas 2026 e i nuovi consigli regionali. E… tutto quello che questo comporta.

✅ Ecco il nostro Notiziario
https://cnoas.org/wp-content/uploads/2026/06/NOTIZIARIO-CNOAS-2026_web-1.pdf che racconta gli anni dal 2021 al 2026 del Consiglio Nazionale Assistenti Sociali che, in questo arco di tempo ha cambiato non soltanto logo, ma ha anche cancellato quel “degli” che non riconosceva la stragrande preponderanza femminile della nostra professione.

Uno strumento utile ad ognuno di noi per ripercorre la strada fatta e per darci degli obiettivi senza dimenticare gli ostacoli che, come gli esami, non finiscono mai.
“Nel tempo delle urla, abbiamo scelto la misura. Nel tempo dello scontro, abbiamo scelto l’istituzione. Nel tempo del sospetto, abbiamo scelto la fiducia. E in ogni tempo, abbiamo scelto - con fermezza e rigore - di orientarci ai valori che riteniamo essenziali per la professione”.

Le parole della presidente Barbara Rosina aprono un documento di 83 pagine complesso e ricco anche di immagini che dà spazio a: numeri, sfide, deontologia, formazione, relazioni istituzionali e comunicazione, bilanci, alla Fondazione e agli Ordini regionali indicando anche nomi e volti di chi in questi anni ha avuto responsabilità e di chi ha cominciato o è tornato ad assumerle.

“Questo documento vuole essere uno strumento per trasmettere ciò che abbiamo appreso, realizzato e quello che dobbiamo ancora fare. Non per autocelebrarci, ma per offrire un punto di partenza solido a chi raccoglierà questo testimone. Nel segno di una professione che non chiede applausi, ma rispetto”.

Queste le parole della presidente,
Questo il notiziario
https://cnoas.org/wp-content/uploads/2026/06/NOTIZIARIO-CNOAS-2026_web-1.pdf

17/06/2026

“Il maltrattamento e il disagio minorile non nascono nel vuoto. Crescono dove si indeboliscono le relazioni, dove aumentano le disuguaglianze, dove i servizi sono fragili e dove le comunità perdono la capacità di essere luoghi di protezione e di appartenenza. Le bambine e i bambini non hanno bisogno soltanto di essere soccorsi quando il danno è già avvenuto. Hanno diritto a crescere in contesti che rendano quel danno sempre meno probabile”.

La consigliera nazionale, Valentina Prisciandaro, componente del comitato scientifico, ha partecipato alla presentazione della VII edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia promosso da Cesvi dedicato quest’anno al tema della povertà relazionale. Con il Cesvi Onlus il Cnoas ha appena siglato un protocollo che vi alleghiamo
https://cnoas.org/wp-content/uploads/2026/06/Protocollo-di-intesa-tra-CESVI-e-CNOAS-1.pdf

“I dati presentati - dice Prisciandaro - ci ricordano che non basta riconoscere l’esistenza del problema: occorre agire sulle sue cause. Parlare di povertà relazionale senza investire in modo significativo nei servizi territoriali rischia di essere come descrivere un incendio continuando a discutere della qualità del fumo. Il punto non è solo osservare il fenomeno, ma intervenire sulle condizioni che lo alimentano. Le testimonianze di bambini e adolescenti hanno raccontato quartieri privi di opportunità, spazi pubblici degradati, isolamento sociale, difficoltà economiche e carenza di figure adulte di riferimento. Sono realtà che noi assistenti sociali conosciamo benissimo e sono segnali che interrogano direttamente le istituzioni. Se la povertà relazionale è una crepa nel tessuto sociale, non basta monitorarla: bisogna risanarla.

Da assistenti sociali sappiamo che la prevenzione si realizza con la presenza – conclude - Servono professionisti, équipe multidisciplinari, centri educativi, interventi domiciliari, sostegno alle famiglie, politiche abitative, contrasto alla povertà e investimenti nei contesti di vita delle persone”.

16/06/2026

Con la consigliera nazionale Carmela Francesca Longobardi, abbiamo partecipato alla conferenza stampa di lancio della campagna "1000 Buoni Giorni. Salute, cura e diritti per bambine, bambini e famiglie” di Cittadinanzattiva APS, organizzazione di tutela civica dei diritti dei cittadini attiva da oltre quarant'anni, per promuovere la salute, la cura e i diritti di bambine, bambini e famiglie fin dai primi giorni di vita.

“Condividiamo il punto di partenza della campagna che muove da un'evidenza scientifica consolidata: il periodo che va dal concepimento ai due anni di vita è la finestra più decisiva per intervenire sui determinanti futuri di salute, sviluppo neurocognitivo, benessere relazionale e riduzione delle disuguaglianze – dice Longobardi - Da sempre e a qualsiasi livello sosteniamo la necessità di costruire una rete nazionale di soggetti esperti, istituzionali e civici capace di tradurre questa evidenza in politiche, servizi e accompagnamento concreto alle famiglie, con uno sguardo particolare alle fragilità e alle aree interne del Paese, dove nascere fa ancora troppa differenza”.

La presidente Cnoas, Barbara Rosina sottolinea: “Nascere in un luogo anziché in un altro, in una famiglia piuttosto che in un'altra – aggiunge Rosina - , non dovrebbe determinare le opportunità di sviluppo di una persona, eppure ancora lo fa. È una violazione sostanziale del principio di uguaglianza sancito dall'art. 3 della Costituzione, che impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano il pieno sviluppo della persona. Farlo richiede volontà politica, risorse certe e politiche pubbliche capaci di tenere insieme salute, welfare e territorio”.

“Nei primi mille giorni le famiglie attraversano un momento delicato, in cui i neogenitori stanno costruendo il loro ruolo e hanno bisogno di essere accompagnati e sostenuti – conclude Longobardi - Questo significa garantire loro la possibilità concreta di scegliere asili nido, servizi educativi, spazi di socializzazione, percorsi di cura, senza che il reddito diventi un ostacolo. Significa costruire comunità educanti capaci di offrire a tutti i bambini e a tutte le bambine le stesse opportunità di crescita e partecipazione alla vita sociale. Perché le esperienze che si fanno (o che non si possono fare) in questi anni segnano in modo duraturo la crescita di ogni persona. Come assistenti sociali, tra mille difficoltà, lavoriamo per questo”.

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